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gennaio - Maggio 2017
Al Glebe Community Centre
11 gennaio Lamerica
25 gennaio Terraferma
8 febbraio Mine vaganti
22 febbraio Io sono Li
8 marzo La bestia nel cuore
22 marzo Il nome del figlio
5 aprile Caterina va in città
19 aprile La conseguenza dell'amore
3 maggio La mafia uccide solo d'estate
17 maggio La felicità è un sistema complesso
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In collaborazione con il GNAG

 Mercoledì 3 maggio --- 2017 --- 19h 
La mafia uccide solo d'estate

RÉSUMÉ ***** SUMMARY
Regia di: Pierfrancesco Diliberto.

Con: Pierfrancesco Diliberto, Cristiana Capotondi, Alex Bisconti.

2013, tragicomico, a colori, durata 107 minnuti.

Arturo ha pochi anni e un segreto romantico che condivide con Rocco Chinnici, giudice e vicino di Flora, la bambina che gli ha incendiato il cuore. Nato a Palermo, Arturo è stato concepito il giorno in cui Totò Riina, Bernardo Provenzano, poster Calogero Bagarella e altri due uomini della famiglia Badalamenti, uccisero Michele Cavataio vestiti da militari della Guardia di Finanza. Da quel momento e da che si ricordi la sua vita, spesa a Palermo, è stata allacciata alla Mafia e segnata dai suoi efferati delitti. Cresciuto in una famiglia passiva, in una città 'muta' e tra cittadini incuranti dei crimini che abbattono i suoi eroi in guerra contro la Mafia, Arturo prova da solo a produrre un profilo e un senso a quegli uomini contro e gentili che gli offrono un iris alla ricotta (il commissario Boris Giuliano) o gli concedono un'intervista (il Generale Dalla Chiesa). L'unico che proprio non riesce a incontrare, ma di cui ritaglia e colleziona foto dai giornali, è il premier Giulio Andreotti, che da una trasmissione televisiva gli impartisce un'ideale lezione sentimentale da applicare al cuore della piccola Flora.

Gli anni passano, la Mafia cresce in arroganza e crudeltà e i paladini della giustizia vengono falciati, sparati, esplosi. Soltanto Arturo rimane uguale a se stesso, ossequiante e 'svenduto' in una televisione locale e nella campagna elettorale di Salvo Lima. Ma la morte di Giovanni Falcone e quella di Paolo Borsellino lo risveglieranno da un sonno atavico e dentro una città finalmente cosciente.
Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, debutta al cinema con una storia di rimozione, una storia scomoda perché chiama in causa responsabilità collettive che costringono a interrogarsi sull'identità culturale del Paese, sul suo passato e sul suo futuro. Aiuto regista di Marco Tullio Giordana nel 2000, lo ha accompagnato nei cento passi che separavano l'abitazione di Peppino Impastato da quella del boss Tano Badalamenti. E di quel film l'opera prima di Pif ha l'urgenza e la necessità di raccontare una pagina drammatica che non deve essere dimenticata perché rompe col silenzio e con l'omertà, un contratto sociale basato sulla connivenza. Costruito come un romanzo di formazione, La mafia uccide solo d'estate trova la sua rilevanza in quello che racconta e la sua forza in come lo racconta e come rappresenta la mafia senza indulgenze celebrative.

Infilato il terreno minato dell'universo criminale, Pif contempla il fascino sinistro dell'eroe del male, incarnato nel film da Giulio Andreotti e allargato a una lunga serie di 'persone perbene'e istituzionali fino alla bassa macelleria criminale, scartando i sentimenti retorici e i cliché che veicolano l'idea dell'immutabilità della Mafia. Nato in una regione incline al fatalismo come la Sicilia, Pif fa qualcosa di più che dimostrare la parabola discendente di Cosa Nostra, scegliendo come protagonista un ragazzino che coltiva sogni, speranze e illusioni e che imparerà a sottrarsi alle regole del gioco sentendosi e volendosi 'diverso' rispetto alla cultura diffusa di cui la criminalità organizzata è espressione.

I padrini forti e arcaici visti sempre nella loro sacralità di potenti e cattivi vengono 'rovesciati' in una storia drammaturgicamente valida e capace di scendere dentro le cose. Cinema impegnato in prima linea, che arriva col sorriso fino in fondo, fino a sentire e a far sentire un dolore lancinante, La Mafia uccide solo d'estate capovolge il comico in tragico ricordandoci che ribellarsi è possibile. Il film porta a coscienza del protagonista e della sua città i mostri che stanno anche dentro chi li vorrebbe cacciare e che decide per questo di dichiarare guerra a una parte di sé. Lo sguardo attonito e incredulo di Arturo bambino sulle omertà e le brutalità del mondo degli adulti, che lo hanno sedotto (Giulio Andreotti), innescato (il giornalista esiliato di Claudio Gioè) e (ri)educato (i 'retroscena' del potere mafioso), si posa adesso consapevole sul figlio e sulle targhe di marmo.

Targhe che 'medicano' le ferite di Palermo, targhe fissate sui suoi muri e nella sua memoria, targhe su cui Arturo legge i nomi dei caduti per la Mafia. Legge il loro impegno, le loro imprese, rompendo l'ordine delle cose (nostre) e avviando il processo di eredità di chi ha saputo far esistere la cultura come possibilità della comunità.

[http://www.mymovies.it/film/2013/solodestate/]

In italiano *** sottotitoli in italiano


The Mafia Kills Only in Summer

There's an oddly sympathetic mix of sentimentality and black comedy in this larkily nostalgic coming-of-age picture about growing up in 1970s Palermo, home of the mafiosi, and some brave unsung guys who stood up to them. It's written and directed by its star, Pierfrancesco Dilberto: known to the Italian TV public as "Pif", a journalist and satirist.

Arturo (played by Alex Bisconti as a child, and by Pif as a grownup) falls in love with his classmate Flora, the daughter of a judge; Arturo himself as a kid conceives a strange hero-worship fascination for Giulio Andreotti, and even dresses as him at a kids' fancy dress party – a nice scene, probably inspired by Toni Servillo's turn as Andreotti in Paolo Sorrentino's Il Divo, gliding across the floor like a priestly Dracula.

Arturo becomes a reporter and as both a child and clueless journo beginner, finds himself coming across real-life cops and officials: fictional encounters that Pif intends as a tribute to the honest, brave people who stood up to the mafia – because these are the very people who were murdered by the mobsters, and who have plaques up in their honour all over the city. It's a winning and likable film.
[https://www.theguardian.com/film/2016/jun/30/the-mafia-only-kills-in-summer-review-pierfrancesco-dilberto-palermo-mafia]
In Italian *** Italian subtitles



La Mafia tue seulement en été

La Mafia tue seulement en été (La mafia uccide solo d'estate) est un film de 2013 réalisé et interprété par Pierfrancesco Diliberto, plus connu sous le nom de « Pif ». Il est sorti en Italie en 2013 et en France en 2014.

Il s'agit d'une comédie dramatique qui, au travers des souvenirs d'enfance du personnage principal, reconstruit, sur un mode souvent ironique et paradoxal, une tranche sanglante de l'activité criminelle de la Cosa nostra à Palerme des années 1980 au début des années 1990.

Le film a participé Festival du film de Turin, où il a obtenu le prix du public comme meilleur film. Au Festival du film italien d'Annecy, il a emporté le Grand prix de la fiction. Le président du Sénat italien, Pietro Grasso, a qualifié ce film de meilleure œuvre cinématographique sur la mafia qu'il ait jamais vue1.
Le film raconte de façon tragicomique la vie d'Arturo, qui depuis ses plus jeunes années, croise la route de la mafia. C'est un enfant particulièrement sensible aux bizarreries qu'il voit survenir tous les jours dans sa ville. Il subit le destin de tous les jeunes journalistes et militants qui ont affronté la vérité en face et qui, trop souvent, deviennent des victimes de la mafia. [https://fr.wikipedia.org/wiki/La_Mafia_tue_seulement_en_%C3%A9t%C3%A9]

En italien *** sous-titres en italien