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"Quando la terra dorme" - acquaforte su zinco
Per gentile permesso dell'autore   Roberto Tonelli


All'automobile da corsa

Veemente dio di una razza d’acciaio,
Automobile ebbra di spazio,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti….
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali…
io scateno il tuo cuore che tonfa /diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il /mondo!...
...
Udite voi la sua voce, cui la collera /spacca…
La sua voce scoppiettante, che abbaia,
/che abbaia…
e il tuonar dei suoi ferrei polmoni
crrrrollanti a prrrrecipizio
interrrrminabilmente?...
Accetto la sfida, o mie stelle!...
Più presto!... Ancora più presto!...
E senza posa, né riposo!...

Molla i freni! Non puoi?
Schiantali, dunque,
che il polso del motore centuplichi
/i tuoi slanci!

Urrà! Non più contatti con questa
/terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente /volo
Sull’inebriante fiume degli astri
Che si gonfia in piena nel gran
/letto celeste!

Filippo Tommaso Marinetti
Scrittore e poeta futurista - 1921

La Topolino amaranto

Oggi la benzina è rincarata
è l’estate del Quarantasei
un litro vale un chilo di insalata
ma chi vi rinuncia?
A piedi chi va?
L’auto; che comodità!
Sulla Topolino amaranto….
su, siedimi accanto, che adesso si va. Se le lascio sciolta un po’ la briglia
mi sembra un’Aprilia e rivali non ha.
E stringe i denti la bionda
si sente una fionda e abbozza un /sorriso
ah, che fifa che c’è in lei!
Ma sulla Topolino amaranto
Si va ch’è un incanto nel /Quarantasei…
Bionda, non guardar dal finestrino
che c’è un paesaggio che non va
è appena finito il temporale e sei case su dieci sono andate giù;
meglio se tu apri la capotte
e con i tuoi occhioni guardi in su
beviti sto’ cielo azzurro e alto
che sembra di smalto e corre con noi.
Sulla Topolino amaranto…
Su, siedimi accanto, che adesso si va.
Se le lascio sciolta un po’ la briglia
mi sembra un’Aprilia e rivali non ha.
E stringe i denti la bionda
si sente una fionda e abbozza un /sorriso
ah, che fifa che c’è in lei!
Ma sulla Topolino amaranto
si va ch’è un incanto nel /Quarantasei…

Paolo Conte, cantautore - 1975

La capra

Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
dalla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita
Sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.

Umberto Saba poeta - 1912
Quattro cani

Quattro cani per strada
il primo è un cane di guerra
e nella bocca ossi non ha
e nemmeno violenza
vive addosso ai muri e non parla mai
vive addosso ai muri e non parla.

Il secondo è un bastardo
che conosce la fame e la tranquillità
ed il piede dell’uomo e la strada
ogni volta che muore gli rinasce la
/coda.

Il terzo è una cagna,
quasi sempre si nega, qualche volta si
/dà
e semina figli nel mondo
perché è del mondo che sono figli i
/figli…

Quattro cani per strada
e la strada è già piazza e la sera è già
/notte
se ci fosse la luna
si potrebbe cantare.

Il quarto ha un padrone
non sa dove andare comunque ci va
va dietro ai fratelli e si fida
e ogni tanto si ferma ad annusare la vita
la vita…

Quattro cani per strada
e la strada è già piazza e la sera è già
/notte
se ci fosse la luna
si potrebbe cantare.

Francesco De Gregori cantautore - 1975

Lunedì


Che cosa è più triste di un treno?
Che parte quando deve,
Che non ha che una voce,
Che non ha che una strada.
Niente è più triste di un treno.

O forse un cavallo da tiro.
È chiuso fra due stanghe,
Non può neppure guardarsi a lato.
La sua vita è camminare.

E un uomo? Non è triste un uomo?
Se vive a lungo in solitudine
Se crede che il tempo è concluso
Anche un uomo è una cosa triste

Primo Levi scrittore
17 gennaio 1946

 ©  Società Dante Alighieri -   Ottawa
Pagina aggiornata  23 Gennaio - 2011
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